Complicanze del diabete: il piede

Il piede diabetico risulta dalla presenza della neuropatia diabetica (perdita della sensibilità tattile, dolorifica, vibratoria, pressoria, termica, riflessi achillei) e/o della vasculopatia (macroangiopatia) degli arti inferiori che compromettono la funzione e/o la struttura del piede.

La presenza di neuropatia periferica va sospettata in presenza di bruciore ai piedi e/o sensazioni di caldo e di freddo; a questi sintomi possono associarsi segni clinici quali: alterazioni strutturali (griffe delle dita, prominenza delle teste metatarsali, alluce valgo etc.), anidrosi (pelle secca), fissurazioni cutanee, ipercheratosi (callosità), eventuale gonfiore.

La macroangiopatia degli arti inferiori è denunciata dalla insorgenza di claudicatio intermittens, definita come un dolore più o meno intenso associato a crampi o affaticamento al livello della muscolatura dell’arto, colorito pallido della cute, perdita dei peli, temperatura cutanea ridotta ai piedi e alle gambe.

L’esame clinico consente di definire la diagnosi, dimostrando l’esistenza di segni tipici, quali la riduzione di riflessi (rotuleo, achilleo e medio plantare), il deficit della sensibilità, per quanto riguarda la neuropatia, e la riduzione o assenza della pulsatilità dei polsi arteriosi alla caviglia, associata ad alterazioni dell’esame doppler o ecodoppler.

Lo screening del piede diabetico è piuttosto semplice in ambiente diabetologico, basandosi, oltre che sull’esame clinico (anamnesi, ispezione e palpazione), sull’uso di strumenti non invasivi quali monofilamento da 10 gr, diapason tarato a 128 Hz, biotesiometro, martelletto, doppler per la valutazione del rapporto tra la pressione al braccio e quella alla caviglia.

L’esame clinico consente di classificare il rischio di lesioni da piede diabetico e i controlli da effettuare periodicamente; infatti la complicanza più temibile del piede diabetico è l’ulcera, ma soprattutto la sovrainfezione dell’ulcera che può portare all’amputazione.

La prevenzione si basa principalmente sull’educazione sanitaria del paziente, ovvero insegnare l’autocontrollo quotidiano del piede per individuare preventivamente i primi segnali di eventuali stati patologici e facilitare l’intervento tempestivo dei professionisti del settore.

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